Mercoledi 13 Giugno 2012 08:23Articolo letto: 5699 volte   

Domande e risposte sulle agevolazioni per la prima casa.

DETRAZIONE FISSA PRIMA CASA

 

Come si calcola la detrazione per un immobile adibito a prima casa per un periodo inferiore a 12 mesi?

La detrazione per la prima casa e la maggiorazione spettante per i figli residenti < 26 anni devono essere rapportate ai mesi dell’anno durante i quali l’immobile è stato adibito ad abitazione principale.

Il mese durante il quale il possesso di tali requisiti si è protratto per almeno quindici giorni va computato per intero.

 

Come si calcola la detrazione prima casa in presenza di più proprietari?

Contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare la detrazione spettante per la prima casa va suddivisa tra i proprietari in parti uguali.

Se i proprietari ne hanno usufruito come abitazione principale per periodi di tempo diversi la suddivisione va fatta in proporzione ai mesi per i quali si è verificato tale possesso, anche in questo caso senza considerare le quote di proprietà.

Esempio 1: due proprietari senza figli, uno al 30% e l’altro al 70% (ma vale per qualsiasi quota), entrambi residenti nella prima casa per tutto l’anno: 100 euro di detrazione ciascuno.

Esempio 2: due proprietari senza figli di cui il primo risiede per 6 mesi nella prima casa e il secondo per tutto l’anno: al primo spettano 50 euro ed al secondo 100 euro di detrazione fissa.

 

La detrazione prima casa spetta anche agli “immobili di lusso”?

Si. Non vi è distinzione di alcun tipo basata sulla categoria catastale ma è sufficiente che il proprietario (o l’usufruttuario) usufruisca effettivamente dell’abitazione come abitazione principale in base a quanto previsto dalla normativa, ovvero vi risieda anagraficamente.

In conclusione possono beneficiare delle agevolazioni prima casa, comprese le detrazioni previste, anche immobili appartenenti alla categorie A1, A8 e A9 (case di lusso, ville e castelli).

 

La detrazione prima casa spetta anche per le pertinenze?

Si, ma con alcune limitazioni in più rispetto all’ICI.

E’ possibile dichiarare come pertinenze dell’abitazione principale al massimo 3 unità immobiliari con un limite di una per ciascuna delle categorie previste (C2, C6 e C7).

Se ad esempio la prima casa è dotata di due garage, solo uno può beneficiare dell’aliquota agevolata e delle detrazioni  mentre per l’altro si deve calcolare l’IMU come se si trattasse di una pertinenza di una seconda casa.

 

La detrazione fissa di 200 euro spetta per ciascuna pertinenza della prima casa?

No. La detrazione (sia fissa che variabile in base al numero dei figli  26 anni) non spetta per intero ma solamente la parte che non è stata utilizzata per il calcolo dell’IMU sull’abitazione principale.

Infatti i 200 euro di detrazione previsti (fino ad un massimo di 600 compresa quella per i figli) sono attribuiti all’intero immobile, comprese quindi le eventuali pertinenze annesse.

Se non si è usufruito di tutta la detrazione nel calcolo dell’abitazione principale, la parte di detrazione rimanente (detrazione residua) può essere utilizzata per calcolare l’IMU sulle pertinenze.

Se ad esempio si ha diritto a 400 euro di detrazione e l’IMU sull’abitazione è pari a 320 euro (inferiore quindi alla detrazione) restano 80 euro di detrazione residua utilizzabili per il calcolo dell’IMU sulle pertinenze.

 

La detrazione per i figli vale anche per le pertinenze?

Si. Infatti la maggiorazione per i figli residenti < 26 anni va sommata alla detrazione fissa di 200 euro e concorre complessivamente alla riduzione dell’IMU, compresa quella dovuta per le pertinenze.

 

Come si calcola l’IMU per chi si trasferisce nell’abitazione principale durante l’anno?

In base ai mesi durante i quali l’abitazione è stata occupata come abitazione principale.

Si ricorda che la residenza anagrafica è condizione necessaria perché l’immobile si possa considerare “prima casa”.

E’ il caso ad esempio del figlio che esce dal nucleo familiare o dell’inquilino che va ad abitare in una casa propria nel corso dell’anno.

Anche in questo caso si considera come mese intero quello durante il quale la residenza come prima casa si è protratta per almeno 15 giorni (da 15 giorni in su).

NOTA: anche le detrazioni spettanti per la prima casa vanno rapportate in base allo stesso periodo.

 

In caso di cambio di residenza durante l’anno quale data si considera per il trasferimento nella nuova abitazione che sarà usata come prima casa?

La data da considerare è quella della presentazione della domanda presso gli uffici Comunali. Il cambio di residenza si intenderà perfezionato solo dopo l’accertamento positivo da parte della Polizia Municipale, ma la data da considerare è sempre quella di presentazione della domanda.

 

E’ possibile usufruire della detrazione prima casa per immobili ad uso ufficio?

La condizione di “prima casa” è legata al concetto di abitazione principale ed utilizzo dell’immobile come luogo in cui si dimora abitualmente e si risiede anagraficamente.

Di conseguenza se Comune ha ratificato la residenza presso un fabbricato accatastato come immobile ad uso ufficio (categoria A/10) questo potrà usufruire delle agevolazioni sulla prima casa (in questo caso il moltiplicatore catastale è diverso da quello delle abitazioni ordinarie).

 

Un fabbricato rurale adibito a prima casa paga l’IMU per intero?

No. Se l’immobile è stato accatastato come abitazione di tipo rurale (categoria A/6), pagherà l’IMU agevolata, come se si trattasse di una “prima casa”.

Un fabbricato rurale può cambiare destinazione d’uso, diventando ad esempio abitazione rurale, purché sussistano i requisiti di abitabilità.

Per fare questo occorre presentare apposita domanda di variazione.

 

 

DETRAZIONE FIGLI

 

La detrazione aggiuntiva per i figli spetta solo se sono a carico?

No. La detrazione spetta anche se i figli sono economicamente autosufficienti.

 

Come si calcola la detrazione di 50 euro per i neonati?

La detrazione di 50 euro per i figli residenti < 26 anni spetta in ragione dei mesi per i quali tale diritto si verifica; per considerare un mese come intero è necessario che la nascita si sia verificata per almeno 15 giorni.

Se ad esempio il figlio nasce il 15 ottobre la detrazione spetta anche per il mese di ottobre; se invece nasce il 17 ottobre la detrazione spetta solo per i mesi di novembre e dicembre (quindi i due dodicesimi di 50 euro).

 

Come si calcola la detrazione per i figli una volta compiuto il 26° anno?

La detrazione aggiuntiva di 50 euro per i figli residenti spetta in ragione dei mesi per i quali la condizione sull’età inferiore a 26 anni si verifica, ovvero fino al compimento del 26° anno di età.

Per considerare il mese nel calcolo della detrazione aggiuntiva è necessario che il compimento del 26° anno di età si verifichi dal 15° giorno in avanti.

Se ad esempio il figlio compie 26 anni il 14 di marzo la maggiorazione di 50 euro non spetta per quel mese (spetta quindi solo per gennaio e febbraio).

Viceversa se compie gli anni il 15 di marzo i mesi sono tre (gennaio febbraio e marzo) e pertanto la detrazione va calcolata come i tre dodicesimi di 50 euro.

 

Come si calcola la detrazione di 50 euro se il figlio cambia residenza durante l’anno prima di aver compiuto i 26 anni?

Il criterio è lo analogo a quello visto per la nascita ed il compimento del 26° anno di età.

Si deve rapportare la detrazione di 50 euro al periodo dell’anno per il quale il diritto alla detrazione medesima si verifica. Poiché la residenza nella prima casa è condizione indispensabile occorre rapportare la cifra al numero di mesi durante i quali il figlio è rimasto effettivamente residente.

Anche in questo caso si considera intero il mese per il quale la condizione si protrae per almeno 15 giorni.